Modi progettuali di conoscere: un inventario operativo di ciò che un designer dovrebbe sapere


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Il design thinking ha creato divisioni nella disciplina: o i designer sono troppo teorici o semplicemente pratici. Coloro che si sentono persi possono facilmente rivolgersi a un linguaggio pensato per ispirare la produzione creativa in modi facili da presentare, dove la retorica usa il design per tenere a bada il potere, per celebrare credenze egemoniche che vengono usate per indottrinare i designer in una cattiva educazione, incapaci di immaginare futuri diversi. Se togli i post-it, i fogli A3 e i pennarelli, i designer sanno pensare?
Seguendo il consiglio di Antonio Gramsci secondo cui conoscere se stessi richiede di compilare un inventario, la critica del design, educatrice e ricercatrice Danah Abdulla rende omaggio al compianto architetto, attivista e critico Michael Sorkin, la cui lista originale "Duecentocinquanta cose che un architetto dovrebbe sapere" ha ispirato questa versione aggiornata rivolta ai designer. La lista iterativa non vuole essere una guida definitiva, ma stimolare conversazioni, incoraggiare il pensiero critico e aiutare i designer a riconfigurare la loro disciplina.
Scopri di più
Designerly Ways of Knowing: A Working Inventory of Things a Designer Should Know
Autore
Danah Abdulla
Editore
Set Margins'
Formato
Brossura
Pagine
64
Dimensioni
9.88 x 4.33 pollici
ISBN
978-9083449883
Informazioni sull'autrice
Danah Abdulla
Danah Abdulla è una designer, educatrice e ricercatrice palestinese-canadese interessata a nuove narrazioni e pratiche nel design che spingono i confini disciplinari e le definizioni della disciplina. È Programme Director del Graphic Design presso il Camberwell, Chelsea and Wimbledon Colleges of Arts (University of the Arts London). In precedenza ha ricoperto ruoli presso la Brunel University London e il London College of Communication (University of the Arts London). Danah ha conseguito il dottorato in Design presso il Goldsmiths, University of London ed è membro fondatore della piattaforma Decolonising Design. Nel 2010 ha fondato Kalimat Magazine, una pubblicazione indipendente senza scopo di lucro sul pensiero e la cultura araba. La sua ricerca si concentra sulla decolonizzazione del design, sulle possibilità dell'educazione al design, sulle culture del design con un focus sulla regione araba, sulla politica del design, sull'editoria e sul design sociale.









